Artrosi della spalla

 

A cura del Dott. Antonio Rapisarda

 

L' artrosi della spalla è una patologia della cartilagine articolare che non guarisce e, nel tempo, tende ad aggravarsi. La cartilagine (vedi anatomia) si riduce di spessore e nel suo contesto si formano depressioni e solchi. Con l’aggravarsi della patologia, alcuni fori (geodi) possono formarsi all’interno dell’osso al di sotto della cartilagine. Ai margini dell’articolazione, si formano becchi d’osso (osteofiti) che contribuiscono a limitare la mobilità dell’articolazione. La membrana sinovilae che avvolge l’articolazione può infiammarsi (sinovite) e aumentare la produzione del liquido sinoviale, con conseguente gonfiore articolare.

L’artrosi è un evento naturale, legato all’usura a cui tutte le articolazioni, nel tempo, vanno incontro. Tuttavia, esistono fattori generali (dell’intero organismo) e locali (della spalla) che possono predisporre all’artrosi. Dei primi, i più frequenti sono l’ereditarietà ed alcune alterazioni metaboliche (es: diabete) od ormonali. I fattori locali sono rappresentati da esiti di processi infiammatori, infettivi, traumatici e dalla rottura della cuffia dei ruotatori. L’artrosi post-traumatica può essere prevenuta se la frattura viene ridotta e sintetizzata in modo soddisfacente, e quella causata da rottura della cuffia, riparando quest’ultima.

Un quinto della popolazione ultrasessantenne ha segni clinici o radiografici di artrosi della spalla. Tale frequenza è inferiore a quella dell’artrosi di altre articolazioni, soprattutto di quelle che devono sopportare il peso del corpo.

Inizialmente, dolore di lieve entità che si manifesta soltanto durante i movimenti della spalla, e non a riposo. Nel tempo, il dolore diviene pressoché costante per processi infiammatori cornici e ad esso si associano gonfiore, "rumori articolari", ridotta mobilità della spalla ed atrofia muscolare.

 

Test per l'artrosi della spalla
Test per l'artrosi della spalla
Artrosi della spalla
Artrosi della spalla

IL PROTOCOLLO TERAPEUTICO  

La cura dell'artrosi della spalla si basa sull’impiego combinato di terapia strumentale ( tecarterapia, onde d’urto e laser yag) e terapia manuale ( normalizzazioni miofasciali ).

 

EFFETTI DELLE ONDE D'URTO  

Eliminazione dei fibroblasti calcificati, neovascolarizzazione dei legamenti, aumento della produzione di collagene, incremento del metabolismo e della microcircolazione, aumento dell’eliminazione della sostanza P, diminuzione della tensione muscolare.

 

EFFETTI DELLA TECARTERAPIA  

Sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l’attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi.

 

EFFETTI DEL LASER YAG  

La Laserterapia Ad Alto Potenziale ND:YAG sfrutta le particolari caratteristiche fisiche della luce Laser con lunghezza d'onda di 1064 nm. per trasferire energia ai tessuti sofferenti e ripristinare, attraverso l'effetto fotochimico, l'equilibrio energetico compromesso. La conseguente riattivazione del metabolismo cellulare induce una cascata di effetti biologici che sfociano nella remissione del dolore, la diminuzione dell'infiammazione, il riassorbimento dell'edema.

IL Laser al Neodimio YAG: arriva ad una certa profondità, fino a 5-6 cm, ed è pertanto indicato nelle patologie muscolo-tendinee o traumatiche articolari.

 

EFFETTI DELLE NORMALIZZAZIONI MIOFASCIALI  

Si tratta di NORMALIZZAZIONI articolari passive, variazione emodinamiche e pressioni periarticolari selettive e progressive idonee a ripristinare l’equilibrio pressorio e dinamico della spalla.

 Questo trattamento consente di Mantenere la mobilità dei tessuti salvaguardando il movimento fisiologico, evitando la formazione di cross-links tra le varie fibrille. Le fibrille di collagene che si formano durante il periodo del trattamento si sviluppano in modo corretto e più aderente alle necessità funzionali dell'organismo.

Movimenti passivi delicati non sono in grado di distaccare le fibrille che si formano nella direzione fisiologica, ma prevengono la loro adesione in sedi anormale.

Con questa tecnica si riesce ad evitare che, nel tessuto fibroso leso, possa generarsi una infiammazione che si auto-perpetua. Quindi, lo scopo della suddetta fisioterapica è aiutare la formazione di una cicatrizzazione funzionale.

 

Individuato il punto da trattare, si esegue un trattamento specifico, che va praticato con la punta di un dito, solitamente il dito indice rinforzato dal medio, effettuando un movimento di "va e vieni" che deve avvenire sempre in senso trasversale all'orientamento delle fibre della struttura anatomica lesa, senza provocare frizioni sulla cute. E’ necessario pinzare la cute nella zona dei cheloidi e cercare di mobilizzare il sottocute con movimenti contrapposti delle mani. Si sceglie di praticare questa tecnica per prima, in modo da preparare la zona da trattare con una buona viscosità tissutale e iperemia per il prosieguo del trattamento.

 

 

Terapia della spalla Via G. Mazzini 4 S.A. Li Battiati ( Catania ) Tel. 0957252904

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