CAPSULITE ADESIVA O “ RETRATTILE”

 

A cura del Dott. Antonio Rapisarda

 

La capsulite adesiva è una condizione dolorosa e invalidante che affligge l’articolazione della spalla. Interessa la capsula che circonda l'articolazione tra omero e scapola.

Colpisce soprattutto i soggetti tra 40 e 60 anni e particolarmente le donne.

I pazienti che ne soffrono lamentano rigidità articolare, dolore e limitazione nei movimenti.

Le cause non sono ancora state completamente chiarite e spesso la patologia insorge senza alcuna causa apparente. Talvolta la patologia si sviluppa in seguito ad una lesione di natura traumatica a carico della spalla (lussazione, frattura, contusione ecc.), anche se si tratta di una circostanza poco diffusa.

Il dolore è solitamente acuto e piuttosto intenso, talvolta associato a gonfiore e localizzato soprattutto nella parte superiore esterna della spalla.

Il dolore si intensifica durante il riposo notturno, soprattutto se ci si addormenta appoggiandosi sul fianco e sulla spalla dolente.

La sintomatologia e l'evoluzione della patologia possono essere classificate in tre fasi distinte:

Fase di raffreddamento: è la fase iniziale ed è la più dolorosa, questa fase dura generalmente 6-12 settimane.

Fase di congelamento: si assiste ad un aumento della rigidità articolare mentre il dolore tende ad alleviarsi, questa fase può durare 4-6 mesi.

Fase di scongelamento: si caratterizza per un graduale miglioramento della condizione che può durare anche più di un anno.

Inizialmente i sintomi sono costituiti da dolore di lieve entità che si manifesta soltanto durante i movimenti della spalla, e non a riposo.

Nel tempo, il dolore diviene pressoché costante per processi infiammatori cornici e ad esso si associano gonfiore, "rumori articolari", ridotta mobilità della spalla ed atrofia muscolare.

Il solo esame radiografico, eseguito nelle proiezione standard ed in alcune particolari, può essere sufficiente a dimostrarela riduzione dello spazio articolare, la presenza di geodi e osteofiti e a stabilire la gravità dell’artrosi.

Terapia della spalla
Terapia della spalla
Capsulite adesiva
Capsulite adesiva
Capsulite adesiva
Capsulite adesiva

IL PROTOCOLLO TERAPEUTICO

La terapia della capsulite adesiva o spalla congelata si basa sull’impiego combinato di terapia strumentale ( tecarterapia, onde d’urto e laser yag) e terapia manuale ( normalizzazioni miofasciali ).

 

EFFETTI DELLE ONDE D'URTO  

Eliminazione dei fibroblasti calcificati, neovascolarizzazione dei legamenti, aumento della produzione di collagene, incremento del metabolismo e della microcircolazione, aumento dell’eliminazione della sostanza P, diminuzione della tensione muscolare.

 

EFFETTI DELLA TECARTERAPIA  

Sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l’attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi.  

EFFETTI DEL LASER YAG 

La Laserterapia Ad Alto Potenziale ND:YAG sfrutta le particolari caratteristiche fisiche della luce Laser con lunghezza d'onda di 1064 nm. per trasferire energia ai tessuti sofferenti e ripristinare, attraverso l'effetto fotochimico, l'equilibrio energetico compromesso. La conseguente riattivazione del metabolismo cellulare induce una cascata di effetti biologici che sfociano nella remissione del dolore, la diminuzione dell'infiammazione, il riassorbimento dell'edema.

IL Laser al Neodimio YAG: arriva ad una certa profondità, fino a 5-6 cm, ed è pertanto indicato nelle patologie muscolo-tendinee o traumatiche articolari.

   

EFFETTI DELLE NORMALIZZAZIONI MIOFASCIALI

Si tratta di NORMALIZZAZIONI articolari passive, variazione emodinamiche e pressioni periarticolari selettive e progressive idonee a ripristinare l’equilibrio pressorio e dinamico della spalla.

 Questo trattamento consente di Mantenere la mobilità dei tessuti salvaguardando il movimento fisiologico, evitando la formazione di cross-links tra le varie fibrille. Le fibrille di collagene che si formano durante il periodo del trattamento si sviluppano in modo corretto e più aderente alle necessità funzionali dell'organismo.

Movimenti passivi delicati non sono in grado di distaccare le fibrille che si formano nella direzione fisiologica, ma prevengono la loro adesione in sedi anormale.

Con questa tecnica si riesce ad evitare che, nel tessuto fibroso leso, possa generarsi una infiammazione che si auto-perpetua. Quindi, lo scopo della suddetta fisioterapica è aiutare la formazione di una cicatrizzazione funzionale.

 

Individuato il punto da trattare, si esegue un trattamento specifico, che va praticato con la punta di un dito, solitamente il dito indice rinforzato dal medio, effettuando un movimento di "va e vieni" che deve avvenire sempre in senso trasversale all'orientamento delle fibre della struttura anatomica lesa, senza provocare frizioni sulla cute. E’ necessario pinzare la cute nella zona dei cheloidi e cercare di mobilizzare il sottocute con movimenti contrapposti delle mani. Si sceglie di praticare questa tecnica per prima, in modo da preparare la zona da trattare con una buona viscosità tissutale e iperemia per il prosieguo del trattamento.

 

 

 

Terapia della spalla Via G. Mazzini 4 S.A. Li Battiati ( Catania ) Tel. 0957252904

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