Lesione della cuffia dei rotatori

 

A cura del Dott. Antonio Rapisarda  

 

La spalla è tra le articolazioni più mobili del nostro corpo e questa ampia mobilità è dovuta a vari fattori:

la testa omerale quasi sferica si articola con la glenoide più piccola e piatta.

L'articolazione è chiusa da un'ampia ed elastica capsula articolare.

I movimenti attivi sono assicurati da 4 tendini e relativi muscoli detti CUFFIA DEI ROTATORI che connettono omero e scapola e si muovono al di sotto del " soffitto " acromiale.

Articolaxione scapolo-omerale
Articolaxione scapolo-omerale
Lesione della cuffia dei rotatori
Lesione della cuffia dei rotatori

1 Acromion; 2 Borsa sotto-acromiale; 3 Omero; 4 Glenoide; 5 Cuffia dei rotatori

 

Il dolore alla spalla irradiato al braccio che aumenta con lo sforzo e di notte, è spesso il primo sintomo di una PATOLOGIA DELLA CUFFIA dei ROTATORI.

 

Infatti, già dopo i 35-40 anni può iniziare un processo degenerativo dei tendini della cuffia caratterizzato da perdita di elasticità, microcalcificazioni con dolore dopo sforzi prolungati e notturno.

 

In questa fase la terapia è conservativa (medica e riabilitativa), non chirurgica e si può facilmente giungere alla guarigione.

Se il processo degenerativo tendineo si cronicizza, la cuffia dei rotatori può iniziare ad usurarsi contro il soffitto acromiale nei ripetuti movimenti ad arto sollevato e le possibilità di guarire si riducono.

Infine se questo processo di degenerazione e di usura tendinea persiste (facilitato dalle eventuali deformazioni artrosiche dell'acromion) o se avviene un trauma alla spalla, si giunge alla rottura della cuffia dei rotatori.

 

A questo punto, lo specialista potrà consigliarvi il trattamento, dopo aver valutato l'età, le richieste funzionali, il dolore, il deficit funzionale, il tipo di lesione presente e le aspettative personali.

Riabilitazione spalla
Riabilitazione spalla
Riabilitazione spalla
Riabilitazione spalla

  

IL PROTOCOLLO TERAPEUTICO 

La terapia della lesione della cuffia dei rotatori si basa sull’impiego combinato di terapia strumentale ( tecarterapia, onde d’urto e laser yag) e terapia manuale ( normalizzazioni miofasciali ).

 

EFFETTI DELLE ONDE D'URTO

Eliminazione dei fibroblasti calcificati, neovascolarizzazione dei legamenti, aumento della produzione di collagene, incremento del metabolismo e della microcircolazione, aumento dell’eliminazione della sostanza P, diminuzione della tensione muscolare.

 

EFFETTI DELLA TECARTERAPIA  

Sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l’attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi.

 

EFFETTI DEL LASER YAG

 La Laserterapia Ad Alto Potenziale ND:YAG sfrutta le particolari caratteristiche fisiche della luce Laser con lunghezza d'onda di 1064 nm. per trasferire energia ai tessuti sofferenti e ripristinare, attraverso l'effetto fotochimico, l'equilibrio energetico compromesso. La conseguente riattivazione del metabolismo cellulare induce una cascata di effetti biologici che sfociano nella remissione del dolore, la diminuzione dell'infiammazione, il riassorbimento dell'edema.

IL Laser al Neodimio YAG: arriva ad una certa profondità, fino a 5-6 cm, ed è pertanto indicato nelle patologie muscolo-tendinee o traumatiche articolari.

 

EFFETTI DELLE NORMALIZZAZIONI MIOFASCIALI

Si tratta di NORMALIZZAZIONI articolari passive, variazione emodinamiche e pressioni periarticolari selettive e progressive idonee a ripristinare l’equilibrio pressorio e dinamico della spalla.

 Questo trattamento consente di Mantenere la mobilità dei tessuti salvaguardando il movimento fisiologico, evitando la formazione di cross-links tra le varie fibrille. Le fibrille di collagene che si formano durante il periodo del trattamento si sviluppano in modo corretto e più aderente alle necessità funzionali dell'organismo.

Movimenti passivi delicati non sono in grado di distaccare le fibrille che si formano nella direzione fisiologica, ma prevengono la loro adesione in sedi anormale.

Con questa tecnica si riesce ad evitare che, nel tessuto fibroso leso, possa generarsi una infiammazione che si auto-perpetua. Quindi, lo scopo della suddetta fisioterapica è aiutare la formazione di una cicatrizzazione funzionale.

 

Individuato il punto da trattare, si esegue un trattamento specifico, che va praticato con la punta di un dito, solitamente il dito indice rinforzato dal medio, effettuando un movimento di "va e vieni" che deve avvenire sempre in senso trasversale all'orientamento delle fibre della struttura anatomica lesa, senza provocare frizioni sulla cute. E’ necessario pinzare la cute nella zona dei cheloidi e cercare di mobilizzare il sottocute con movimenti contrapposti delle mani. Si sceglie di praticare questa tecnica per prima, in modo da preparare la zona da trattare con una buona viscosità tissutale e iperemia per il prosieguo del trattamento.

 

 

 

 

Terapia della spalla Via G. Mazzini 4 S.A. Li Battiati ( Catania ) Tel. 0957252904

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